Hospitality · Architettura & Interni
Pasticceria Paradiso

A Forlì, la Pasticceria Paradiso è un indirizzo storico: aperta dal 1998, ha attraversato diversi restyling nel tempo, ma questa volta il cambio di look è stato totale. Il progetto, firmato dall'interior designer Elisabetta Tanesini, nasce nel 2019 e, a distanza di anni, resta confermato dai clienti che lo vivono ogni giorno.
La disposizione precedente, per quanto funzionale, presentava alcune criticità. Il lavoro è partito da lì: ridisegnare gli arredi e ricalibrare ogni centimetro disponibile per ottimizzare lo spazio, rendendo il locale chiaro, luminoso, moderno e lineare, esattamente come chiesto dalla proprietà. Il risultato è un ambiente che oggi sembra più spazioso di quanto fosse in origine.
Le forme moderne prendono corpo grazie a finiture di pregio, texture classiche e preziose insieme: legno, marmo, oro satinato. La designer ha voluto evitare l'effetto “tutto coordinato”, che considera ormai anonimo e superato, preferendo giocare con una varietà di profili e dettagli in oro satinato.
Nella veranda, che funge da piccola sala, il registro cambia: qui prende spazio un gioco di colori e forme più dinamico e pop, un richiamo sottile agli elementi già presenti nel resto del locale, la stessa palette letta con un tono più leggero e giocoso.
Il racconto fotografico
Raccontare fotograficamente un ambiente come questo significa lavorare molto sulla luce, spesso in modo controintuitivo. Il flash, usato con criterio, aiuta a far risaltare proprio le fonti luminose progettate nello spazio (le strisce LED, i punti oro satinato, i giochi di luce sospesi) invece di appiattirle, mentre la luce naturale, dove disponibile, resta lo strumento migliore per restituire la texture reale dei materiali, il grigio caldo del legno, la venatura del marmo.
Questo scatto notturno è stato un'aggiunta personale, non parte del servizio originale: una sera, tornando da un altro lavoro, la luce esterna del locale già aperto e in funzione mi ha colpito abbastanza da fermarmi a fotografarla. Un punto di vista diverso, il “dopo” vissuto, che completa bene il racconto del progetto.






